Stamperia Berardinelli

Franco Gentilini

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Franco Gentilini (Faenza, 4 agosto 1909 – Roma, 5 aprile 1981) è stato un pittore italiano. Nasce a Faenza il 4 agosto 1909. Dopo aver frequentato le scuole elementari, inizia a lavorare come apprendista in una bottega di ebanista intagliatore. Tra il 1921 e il 1925 frequenta i quattro corsi serali della Scuola Comunale «Tommaso Minardi» di Disegno industriale e Plastica. Successivamente incontra il pittore Giovanni Romagnoli, titolare della cattedra di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna, che gli dà i primi consigli. Nel 1928 fa il primo viaggio a Parigi, nel 1930 la giuria della XVII Biennale di Venezia ammette un suo dipinto nei saloni espositivi. Nel 1932 si trasferisce definitivamente a Roma. Entra nell’ambiente letterario dello storico Caffè Aragno, dove conosce e frequenta artisti e letterati (Cagli, Mucci, Falqui, Sinisgalli, de Libero), avviando con loro lunghe collaborazioni nell’illustrazione di testi e poesie. Gli anni trenta sono anni di partecipazione a numerosi Premi (II° posto al Premio Rubicone 1933; primo al Premio Rubicone 1934), a Biennali e Quadriennali. Gentilini passa dalla realizzazione di opere pubbliche commissionate, ad opere al cavalletto (ritratti, modelle) ed a composizioni ispirate alle popolari feste campestri. Il mondo artistico di Gentilini si forma nel contesto della cultura italiana tra la seconda guerra mondiale e il dopoguerra, quindi a debita distanza dal Futurismo. L’artista mette a punto la sua nota tecnica fatta di un felice connubio tra pittura e disegno con un fondo preparatorio in sabbia di fiume. Le figure delle sua opera sono le tipiche Cattedrali (a partire da quella siciliana di Monreale), i Battisteri, i muri di città, i giocolieri, i paesaggi dalle prospettive irregolari, i suonatori di strada, le donne caratterizzate da stivaletti con tacchi a rocchetto, le biciclette, i carretti e gli animali, come i gatti e i leoni (il segno zodiacale di Gentilini). Gentilini è l’artista della joie de vivre, anche se quella gioia è malata dalla perdita di un mondo frantumato dalla guerra e dalla premonizione della nascente società di massa. Dalla metà degli Anni cinquanta le sue figure (famose le sue donne ispirate all’attrice Kim Novak) e composizioni si trasformano verso l’essenzialità geometrica, assumendo quasi una bidimensionalità piena di effetti cromatici e ritmici del colore. La pittura di Gentilini si aggancia alla tradizione popolare, riabilitando l’aspetto grafico della pittura. La sua attività continua fino al 1981, quando muore il 5 aprile dopo una brevissima malattia. Gentilini è considerato uno dei maggiori artisti figurativi italiani del novecento. Le sue opere, sempre contese dai collezionisti, sono presenti in importanti musei e raccolte pubbliche tra cui la Galleria degli Uffizi a Firenze, i Musei Vaticani, la Pinacoteca Comunale di Faenza, il Centro Studi e Archivio della Comunicazione a Parma, la Galleria nazionale d’arte moderna e Palazzo Montecitorio a Roma. Per celebrare il centenario della nascita dell’artista si sono svolte diverse retrospettive in spazi pubblici (Museo Pericle Fazzini di Assisi e Museo della Permanente di Milano).

 

Franco Gentilini (Faenza, 1909  – Rome, 1981)

Franco Gentilini studied painting and then, in 1925, he went to work with the painter and ceramicist Ortolani. After a spell in Bologna, where he met Giorgio Morandi, he went to Paris where he discovered the painting of Cézanne. In 1929 he moved to Rome where he became influenced by the Scuola Romana artists. In 1938 he was invited for the first time to the Venice Biennale; he was to exhibit there again in 1942, 1950, 1948, 1958, and 1966. His work in the early 1940s was still influenced by the Scuola Romana, but James  Ensor’s expressionism also made an impact on him, as can be seen both from his subject matter and his use of bright and discordant colors.
In 1950 the Galerie Rive Gauche in Paris organized a solo show of his drawings and paintings for Kafka’s Metamorphosis. In 1951 his work was present in shows in Sweden, Denmark, Norway, Finland, Switzerland, Austria, Egypt, and South Africa. Soon after, in 1953, he began to mix sand and glue into his paints in order to arrive at a crusty surface similar to that of frescoes on which he painted his subjects and an ironic yet faux primitive style. In 1954 he took part in the exhibition Young Italian Painters at the Cincinnati Museum and, in the following year, he took part in other group shows of Italian painting in Japan, Spain, and Brazil. In 1958 he held solo shows in the Galleria edl Naviglio, Milan, and the John Heller Gallery, New York.
In the 1960s his work became increasingly surreal, a development paralleled by his experiments with collage. In the early 1960s he held exhibitions in Venice, New York, Rome, and Paris. In 1963 he designed the scenery and costumes for La bugiarda by D. Fabbri staged in the Quirino theatre, Rome.
His production of prints continued unabated: in 1967 he made 12 etchings for Un inverno a Parigi by G. di San Lazzaro, and six silk-screens for Sera italiana di Gentilini, and other editions of prints followed at regular intervals.
In 1972 anthological shows were held in Palazzo Diamanti, Ferrara, and in Palazzo delle Esposizioni, Faenza; he was also invited, once again, to participate in the Rome Quadrennial. In 1973 solo shows of his work were to be seen in the Naviglio gallery, Milan, and the Gradiva gallery, Florence; the following year a solo show of prints was held in Osaka. Solo shows were also held in Hamburg and Berlin in 1975 and, in 1976, in Cologne, Turin, and Paris. In 1980 there was organized an anthological exhibition in the Artcurial gallery, Paris. A solo show was held in the Totah Gallery, London, in 1981.
His heirs donated his etched plates to the national institute of graphics in Rome, and a collection of drawings and prints to the drawings and prints office of the Uffizi.