Stamperia Berardinelli

Giovanni Sesia

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Giovanni Sesia è nato a Magenta, Milano, il 3/8/1955, è un artista particolare che si pone a metà fra pittura e fotografia, rielaborando lastre e scatti con tratti ad olio. L’origine va ricercata nel ritrovamento di pellicole e lastre antiche che vengono ristampate su tavola e poi ritoccate con colori ad olio, polveri di ferro e rame e ricoperte da una fitta scrittura, che diventa anch’essa segno pittorico. Tra i suoi più recenti cicli di opere è degna di nota una serie nata dal ritrovamento di pellicole e lastre appartenenti all’archivio di un istituto psichiatrico lombardo che ritraggono volti dagli anni Trenta agli anni Cinquanta. “Una volta, infatti, i manicomi dipendevano dal ministero della giustizia e i suoi malati erano considerati alla stregua di carcerati, per questo venivano segnalati con fotografie” “Sesia riscatta gli sguardi dimenticati dall’indifferenza, dall’anonimato la memoria di questi individui. Ciò che l’artista vede è che nella loro scomparsa è in gioco la sua stessa perdita, nel terribile oblio che, come un velo, avvolge l’esistenza in ogni istante e che, denso come lo strato di polvere che copre oggetti e fotografie del passato, si compie nella spietatezza di un tempo scandito dagli orologi. L’azione gestuale di Sesia sulle fotografie s’imprime come segno d’intensa partecipazione, ad un volto, ad un abito sgualcito, ad una piega casuale, effimera come la vita, ad un oggetto stratificato di memoria. La sua azione sull’immagine è la sofferta consapevolezza di poter svelare il mistero del tempo solo rivelando nuovamente il passato, salvandolo dal rischio d’essere definitivamente “archiviato”; come per le foto dei “matti”, resi nella sua opera testimoni dell’unica vera follia: quella del tempo, che trascina via il presente del nostro vivere.”

 

Giovanni Sesia (Magenta, 1955)

Giovanni Sesia was born in Magenta where he lives and works. He studied at the Brera academy in Milan from which he graduated in 1977.
His early painting, which tended to Informale abstraction, was notable for its strong colors and marks. However, his development led to dissatisfaction with the matching of his means to his underlying ideas and he began to use photography as a basis of his work. This was given a further and unexpected impulse when, in 1998, he discovered a whole series of photographs, dating from the beginning of the century, of portraits of patients in a hospital for the mentally ill. These chimed with his feelings about memory and how it can be illuminated by the aura of a past we know nothing about, apart from fragments and decaying remains. These were the themes he now began to explore with a method that was a continuation of his earlier painting integrated with, not so much the technique, as the idea of photography. In fact his palette was now restricted to warm, earth colors occasionally enlivened by dark red. At times he would also use almost illegible writing.
As a result of the impact of these works Sesia was increasingly invited to take part in important exhibitions. In 2003 he was invited to participate in the group show Photo España. In 2005 Sandro Parmiggiani asked him to exhibit in Il volto della follia, Palazzo Magnani, Reggio Emilia . In 2006 he was to be seen in Il Male, esercizi di pittura crudele, curated by Vittorio Sgarbi, Palazzina di caccia, Stupinigi; in the same year, he took part in Dadada. Dada e dadaismi del contemporaneo, 1916-2006, curated by Achille Bonito Oliva, Castello Visconteo, Pavia. In 2007 his work was to be seen in Suoni e visioni, curated by Fabrizio Boggiano, in the museum of modern and contemporary art in San Marino, an exhibition that was later to travel to the Italian Institutes in Hamburg and Copenhagen.
Among his recent solo shows mention should be made of that in the Ken Damy museum of contemporary photography, Brescia; Photographie, Hotel Forum, Arles, 2005; Icone del dolore, Oratorio di San Lazzaro, Reggio Emilia, 2006; Nel segno della memoria, un percorso tra arte e disagio psichico, Arengo del Broletto, Novara, 2008; Galleria Samgra, Paris, 2009; Galleria Movimento, Milan, and Studio Forni, Milan, 2010; Barbara Frigerio Contemporary Art, Milan, and Galleria Bonioni, Reggio Emilia.