Stamperia Berardinelli

Mario Radice

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Mario Radice (Como, 10 agosto 1898 – Milano, 26 luglio 1987) è stato un pittore italiano, considerato uno dei capiscuola dell’astrattismo. Appartenne, insieme a Manlio Rho, Aldo Galli, Carla Badiali ed altri al gruppo di artisti denominato degli “astrattisti comaschi”, che rappresentò in modo originale la strada italiana alle avanguardie europee dell’arte astratta. Attirato dai problemi dell’architettura razionalista, fu tra i primi artisti italiani a liberarsi degli schemi del Novecento per partecipare ai primi fermenti della pittura astrattista in Italia, lavorando a contatto dei maggiori architetti razionalisti (Terragni, Lingeri, Sartoris e Cattaneo). Mario Radice raggiunse fama internazionale realizzando nel 1933 – 36 gli affreschi (andati perduti, ma dei quali si conserva documentazione fotografica) per l’interno della celeberrima “casa del fascio” di Como, capolavoro di Giuseppe Terragni. Fra gli astrattisti comaschi fu quello più autorevole ed attivo, conquistando un ruolo predominante nell’ambito della pittura astratta italiana grazie anche ad una lunga vita ed una cultura non comune, mentre l’altro caposcuola ed amico, Manlio Rho, pur dotato di talento eccezionale, raramente viaggio’ lontano da Como e mori’ prematuramente. Nel 1932 fu tra gli animatori e fondatori della rivista Quadrante; nel 1934 partecipò alla prima mostra di pittura alla Galleria del Milione a Milano, la prima di una lunghissima serie di personali. Fra le tante, nel 1967 partecipa alla Mostra d’Arte Moderna di Palazzo Strozzi a Firenze, nel 1971, ha partecipato in Germania alla mostra «Quattro astrattisti comaschi» tenutasi al Deutsches Feuerwehr Museum di Fulda. Una sua importante personale si tenne alla Villa Malpensata di Lugano nel 1982. Ebbe una sala personale alle Biennali di Venezia del 1958 del 1966 e del 1979, nonché alle Quadriennali di Roma del 1965 e 1973. In aggiunta agli anni in cui ebbe una sala personale partecipo’ alla Biennale di venezia anche negli anni 1940, 1942, 1948, 1950, 1952, 1956 e alla Quadriennale di Roma negli anni 1943, 1947, 1955 e 1960. Le sue opere sono presenti in numerose raccolte internazionali e musei. Nella chiesa di Carbonate, in provincia di Como si trovano i bellissimi affreschi della Nascita della Madonna e della Presentazione al Tempio di Gesù. È autore, insieme con l’architetto Cesare Cattaneo, della nota “Fontana di Camerlata”, monumento a cerchi posto all’ingresso di Como, originariamente costruita nel 1936 nel Parco Sempione di Milano ma distrutta durante la guerra e ricostruita a Como negli anni ’50. Il critico di riferimento di Mario Radice, nonché curatore del Catalogo Generale delle sue opere è il Prof. Luciano Caramel. La partecipazione di Radice ai principali movimenti di avanguardia, lo pone tra le personalità di maggiore rilievo dell’arte moderna italiana. L’astrattismo della pittura di Radice è costruito secondo una ben precisa geometria impostata su nuovi rapporti tra colore e dinamismo plastico, attraverso la mediazione spazio-luministica che determina nuovi ritmi e vibrazioni di lirica suggestione. Gli viene riconosciuto un talento notevole nell’accostare forme geometriche in maniera serena ed armonica, con una tavolozza di colori caldi che ne tradiscono l’origine lombarda e ne segnano l’originalita’ rispetto ai coevi astrattisti dell’Europa settentrionale e orientale, quali Laszlo Moholy-Nagy, Kazimir Malevic e Piet Mondrian.

Mario Radice (Como, 1898 – Milan, 1987)

Even though Radice attended some local art schools in Como, he was basically self-taught.
At the beginning of the 1930s he came into contact with such architects and artists as Terragni and Manlio Rho whose work was oriented towards constructivist, architectural abstraction. During this period he also made frequent trips abroad, above all to Paris, where his interest in the avant-gardes was consolidated.
In 1933, together with Bardi and Bontempelli, he founded the Quadrante magazine and group and, in 1938, together with Terragni and Ciliberti, the Valori Primordiali magazine and group.
Together with other artists, including Carla Badiali whose prints have also been produced by the Stamperia d’Arte Berardinelli, he belonged to the group of abstractionists known as the Como Group. These artists had a completely original Italian approach to abstraction – classically harmonious and solidly architectural – and only in recent years, perhaps, have they begun to be appreciated for their great contribution to twentieth century painting.
He gained more than local fame when, between 1933 and 1936, he undertook a series of frescoes, now destroyed, for Terragni’s epoch-making Casa del Fascio in Como.
In 1934 he assiduously frequented the Galleria Milione in Milan, a centre of Italian abstraction, and here he became friends with, among others, Reggiani, Soldati, Melotti, Licini, and Fontana. In 1934, together with the last three, he produced a manifesto of abstract poetics.
After the war he joined the MAC Concrete Art group.
Solo shows of his work were organized at the Venice Biennale in 1958, 1966, and 1979, and he was also frequently a guest there in group exhibitions. His work was also often to be seen at the Rome Quadriennale.
Exhibitions of his work continue unabated. Some of the most recent include those at the Muzeum Chelmskie w. Chelmie, Chełm, Poland, 2013; CAMeC – Centro de Arte Moderna e Contemporanea della Spezia, La Spezia, 2012; and MAR Museo d’Arte della città di Ravenna, Ravenna, 2011. Among public Italian collections, his work is to be found in GAMeC – Galleria d´Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, Bergamo; Villa Croce Museo d´Arte Contemporanea, Genoa; MART- Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, Rovereto; and Galleria Civica d´Arte Moderna e Contemporanea – GAM, Turin.