Max Huber
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Max Huber (Baar, 1919 – Mendrisio, 1992) è stato un designer svizzero , la cui attività si è svolta prevalentemente in Italia. Inizia come incisore, studiando alla Kunstgewerbeschule di Zurigo, ma subito si indirizza, grazie ai celebri fotografi svizzeri Werner Bischof e Alfred Willimann verso una cultura visiva di stampo contemporaneo, influenzata dai movimenti dell’epoca (tra cui il futurismo russo) e l’influenza della fotografia nella grafica. Viene chiamato a collaborare all’industria grafica Conzett & Huber. Qui incontra Max Bill e Hans Neuburg. Nel 1940 si stabilisce a Milano, nella fucina grafica più importante dell’epoca, lo studio Boggeri, studiando contemporaneamente all’Accademia di Brera e entrando in contatto con Bruno Munari e Albe Steiner. Dopo una parentesi in Svizzera (1941-1945), dove lavora per la rivista Du e prende parte all’Allianz (artisti d’arte astratta), torna in Italia. Inizia la collaborazione con Giulio Einaudi, che lo incarica di rinnovare tutta la grafica della casa editrice torinese. Nel 1950 disegna marchio e logotipo per La Rinascente. Con Achille Castiglioni e Erberto Carboni progetta importanti allestimenti, quali RAI, ENI, Montecatini e varie mostre della radio: la sua attività lo porta a distinguersi anche nel campo editoriale e collabora con importanti realtà quali Legler, Olivetti, Esselunga. È stato attivo anche nel campo dell’insegnamento, presso l’Umanitaria di Milano (1959-1962), alla Scuola Politecnica di Design (anni Settanta), alla CSIA di Lugano.

