Stamperia Berardinelli

Sebastian Matta

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L’intero nome di Roberto Matta, pittore cileno, nasce a Santiago del Cile l’11 novembre 1911 è Roberto Sebastián Antonio Matta Echaurren. Dopo gli anni di studio liceali, completa la sua educazione alla Scuola di Architettura della Università Cattolica di Cile dove si laurea nel 1933 con l’originale progetto “La lega di religioni – Valle di Joasphat, l’Isola dell’Elefante”, un tempio per 147 religioni, con disegni realizzati alla Scuola di Belle Arti. Dopo la laurea Roberto Matta si concede un lungo viaggio per conoscere l’Europa, si ferma a Parigi dove lavora con l’architetto Le Corbusier ed entra nel mondo degli intellettuali spagnoli e francesi. Nel 1936, Roberto Matta, dopo il periodo parigino, si trasferisce a Londra dove lavora con Walter Gropius e Moholy-Nagy, assimilando le idee artistiche ed intelletuali inglesi. Negli anni seguenti Matta è partecipe e rinnovatore del Surrealismo, confermando la sua vocazione artistica, dando vita ad una pittura attenta alla dimensione del sogno ed all’inconscio. Salvador Dalí che gli presenta André Breton che, dopo aver visto i suoi disegni ed intuito l’intelligenza ed il potenziale artistico di Roberto Matta, lo l’invita nel gruppo surrealista da lui fondato. Realizza i suoi primi oli surrealisti e, con i nuovi amici, Matta comincia a partecipare ad importanti esposizioni come la Esposizione Internazionale del Surrealismo alla Galleria di Belle Arti di Parigi. In breve tempo Roberto Matta si rivela uno dei più geniali interpreti dell’arte moderna con Salvador Dali, Pablo Picasso ed erede di Mirò. Nel 1939 Matta vive a Parigi un periodo con Pablo Neruda, ma per sottrarsi alla Seconda Guerra Mondiale, accetta l’invito dell’amico Marcel Ducahmp che, come altri artisti si era rifugiato a New York. Nell’ambiente cosmopolita e aperto di New York, Roberto Matta si inserisce facilmente nel mondo artistico e culturale della città, frequentando gli artisti più importanti del tempo. Qui, nel 1940, Roberto Matta realizza la sua prima esposizione individuale alla Julien Levy Gallery e due anni dopo alla Galleria Pierre Matisse, collaborando nel frattempo a diverse pubblicazioni del gruppo surrealista e sperimentando le possibilità dell’Espressionismo Astratto che si affermerà negli anni seguenti. I quadri di Roberto Matta, dalla metà degli anni ‘40 alla metà degli anni ‘50, sono creati rispettando la cibernetica personale dell’artista, organismi misteriosi si radunano intorno a piani rettangolari e trasparenti di macchine arcane. Nel 1948 dopo quattordici anni lontano dalla sua Patria, Roberto Matta ritorna in Cile con una esposizione personale alla Galleria Dédalo di Santiago. In quegli ultimi anni Roberto Matta aveva continuato ad avere contatti con i pittori surrealisti e con i dadaisti, esercitando una forte influenza su molti giovani artisti, ma lasciandosi a sua volta influenzare dalle nuove correnti. Roberto Matta elabora immagini sempre più mostruose, nelle quali incombe la presenza di forme meccaniche, che lo collocano alla base dell’Espressionismo Astratto. Le divergenze di opinioni artistiche con il vecchio gruppo surrealista, diventano insanabili e, Roberto Matta, estromesso dal Gruppo, lascia New York per stabilirsi a Roma dove rimane fino il 1954 esponendo in diverse galleria delle città italiane. Ormai pittore famosissimo nel mondo, Matta continua ad esporre nelle maggiori Mostre allestite nelle più importanti città di Europa, Stati Uniti. Nel 1971 Roberto Matta viene invitato in Cile per eseguire un murale all’Università Tecnica della Provincia di Santiago, partecipando ad attività collettive dei pittori muralisti “Brigata Ramona Parra” che dipingevano sui muri i motivi del programma economico e sociale di Allende.

 

eng-button  Sebastián Matta (Santiago del Cile, 1911 – Civitavecchia, 2002)

His full name was Roberto Antonio Sebastián Matta Echaurren; he is known both as Sebastián Matta and as Roberto Matta.
In 1933, after his studies at Santiago university, he went to Paris where he worked in the studio of Le Corbusier. However, the architect’s rationalist rigor did not suit Matta who left the studio to travel around Europe. While in Spain he met Federico Garcia Lorca and Pablo Neruda who introduced him to Salvador Dali and Andre Breton. In 1937 Breton invited Matta to join the Surrealist group. The Surrealists’ attempts to gain direct access to the subconscious intrigued Matta and he began to experiment with automatic painting, a technique of allowing the hand to act without any conscious intervention by the mind. However, certain forms were to become a constant in his art, such as totems and strange hybrid machines and insects. His art has influenced, and has continued to influence, many twentieth century artists, including Gorky, Pollack, and Motherwell.
In 1939 he went to live in the U.S.A. where he was to remain until 1948, the year he returned to Europe and was expelled from the Surrealist group. After living in Rome he returned to Paris in 1954.
Matta was always concerned with politics in the widest sense and he was convinced that art could be revolutionary. In 1970, for example, he went to Santiago, while Salvador Allende was president of Chile, and, together with a group of sympathizers, painted a mural in the form of a comic-strip on a wall in the La Granja neighborhood.
He was invited to Kassel to exhibit at Documenta II, III, and IV; many retrospective shows were devoted to his work, including those at the Museum of Modern Art, New York, 1957, the Moderna Museet, Stockholm, 1959, and, from 1963 to 1964, at museums in Bologna, Vienna, Düsseldorf, Brussels, Amsterdam, and Mannheim. Other large retrospectives of his work were held in Hanover, 1974, Valencia and Barcelona, 1983, and the Centre Georges Pompidou, Paris, 1985.
His work is to be found in numerous public and private co